Lapidario Dianense

    Aperto il nuovo Lapidario Dianense a Teggiano, una collezione di inedite opere, dalla romanità al Settecento, realizzate in pietra locale.

    Di Marco Ambrogi

     

    Il racconto della storia di Teggiano, attraverso l'opera dei suoi scalpellini, questo in sintesi il filo rosso che collega il nuovo Lapidario Dianense, alla città-museo. La seconda sede del Museo Diocesano, è stata progettata dalla Direzione museale e resa possibile grazie all'impegno ed alla volontà della Diocesi di Teggiano-Policastro, con un co-finanziamento della Regione Campania, Settore Musei e Biblioteche.

    La collezione d'arte si compone di oltre cinquanta opere, tutte realizzate in pietra di Teggiano, un calcare locale di facile lavorazione, coprendo un arco cronologico di ben millesettecento anni, dalla romanità all'età moderna. Se da un lato il ricco e variegato corpus espositivo museale, presenta straordinarie opere (tra cui molti inediti) precedentemente collocate a deposito, di non minore importanza è la sede che le ospita, il complesso architettonico di San Michele Arcangelo, un tempo costituito da ben cinque diversi luoghi di culto, tra cui la suggestiva cripta di Santa Venera, oggi collegata al percorso museale.

    L'allestimento, visitabile ogni giorno, tranne il lunedì, si colloca negli spazi un tempo costituenti la cappella di Sant'Eligio e l'ossario della confraternita di San Michele Arcangelo, del quale se ne osserva il pavimento in nuda roccia; dal museo si passa alla visita della cripta alto-medievale, dedicata a Santa Venera (o Santa Parasceve), personificazione del Venerdì Santo, in cui si possono ammirare affreschi del Trecento (in particolare una Vergine con Bambino e santi), capitelli con figure tratte dal bestiario medievale (due leoni accoppiati ad unica testa) ed altri di reimpiego. Il museo è articolato in una sezione romana, uno stemmario, una collezione di capitelli medievali ed il grande arco dei Malavolta. Dell'età classica fanno parte, tra gli altri, un telamone romano, proveniente da un teatro o odeon di Tegianum, una statua acefala di un togato, alcune edicole funerarie e l'iscrizione della città antica, oltre ad una mensa ponderaria, un tempo collocata nel forum. Nello stemmario sono esposte chiavi d'arco ed emblemi in pietra, con una ricca araldica legata alle famiglie prelatizie ed aristocratiche della città, pregna di simbolismi e segni storici rilevanti (tra i quali, compassi di reminiscenza proto-massonica). Nello spazio dell'antico ossario, sul quale si transita per mezzo di una passerella che lascia intravedere la nuda roccia, sono esposti numerosi capitelli medievali, con diverse raffigurazioni, tra cui risaltano i due appartenenti un tempo allo smembrato lettorino, proveniente dalla chiesa cattedrale di Santa Maria Maggiore e gemello dell'ambone del 1271, ancora visibile ed opera dello scultore Melchiorre di Montalbano (nella chiesa soprastante il museo, sono presenti altre lastre litiche coeve). Le due testimonianze più rappresentative del Lapidario, risultano la lastra aragonese del 1487, apposta un tempo sulla torre campanaria di Santa Maria Maggiore e commissionata dalla casa regnante, per ammonire i Sanseverino sulla loro politica filo-angioina e l'arco tardo-quattrocentesco dei Malavolta, che un tempo ornava la cappella di famiglia nella chiesa cattedrale e sotto la quale era collocata la tomba di Orso, attualmente visibile nella parete di controfacciata dello stesso tempio. La fortuna storica ed artistica di Teggiano risiede, per gran parte, nell'impiego durante i secoli, della sua lavorabile pietra, il Lapidario Dianense rende testimonianza di ciò, esaltandone le capacità dei suoi artisti, che seppero fare di questa città, in diretto collegamento culturale con Napoli, una capitale artistica per il Vallo di Diano ed i territori contermini, in cui vi operarono pittori e scultori di grido, in età medievale, rinascimentale e moderna.

     

    Le fotografie sono di Martina Casella

     

    Museo Diocesano di Teggiano e Lapidario Dianense

    Piazza Valentino Vignone n. 1

    84039 Teggiano (Sa)

    Tel. 0975/79930 e 3495140708

    www.diocesiteggiano.it; www.paradhosis.it; museoteggiano@diocesiteggiano.it


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