Mostra Re-velation

    Con la serie fotografica Re-velation Carla Iacono affronta il delicato tema della manipolazione delle differenze culturali, a partire dalla situazione delle donne musulmane immigrate in Europa.
    Sul velo delle donne islamiche si discute da sempre; proprio la pluralità di significati attribuibili e il potere evocativo lo hanno trasformato in oggetto emblema di dibattiti sociali, politici, religiosi, culturali, nonostante sia un simbolo presente in molte culture.
    In Europa, nell’ambito del dibattito sulla laicità dello Stato, il velo islamico è spesso considerato simbolo di attacco ai principi di laicità e uguaglianza, diventando cosi` oggetto di dibattiti mediatici e trasformandosi in un vero e proprio “velo della discordia”.  D’altro canto, dinanzi alle leggi che lo vietano, molte donne musulmane immigrate si appellano ai diritti e alle libertà di espressione per poterlo indossare. Il velo è diventato cosi` portatore di nuovi significati e modi di esprimersi, legati alle questioni della cittadinanza, alla rivendicazione culturale, alla ricerca di nuovi modelli spirituali; in particolare per le donne migranti spesso rispecchia l’esigenza di rimanere legate al proprio paese e alle proprie famiglie rappresentandone la cultura di provenienza.
    La scelta di allestire la mostra nel Museo Diocesano, mettendo le immagini di Carla Iacono in dialogo con le opere del Museo, di valenza specificamente cristiana, vuole ampliare lo sguardo sul valore di un indumento così importante nella storia delle donne e richiamare l’attenzione sul suo significato, ultimamente limitato a simbolo di reclusione e di divieto e invece nato come elemento di distinzione e di protezione di ciò che era ritenuto sacro.
    Re-velation riunisce immagini in cui il velo, elemento conduttore, è declinato in diversi modi: principalmente hijab, ma anche veli cattolici, ebraici e foulard dell’Europa dell’Est, con richiami alle varie culture.Da un punto di vista formale le composizioni ricordano i dipinti classici, creando una contaminazione simbolica tra cultura Orientale e Occidentale: le immagini richiamano l’iconografia del ritratto occidentale ma spesso  il soggetto indossa veli/accessori orientali. I ritratti hanno tutti la stessa interprete, la figlia dell’artista; l’elemento autobiografico ne enfatizza la rappresentazione e la rende genuina testimonianza.

    Curatori  Paola Martini e Clelia Belgrado

    Museo Diocesano Genova, Via Tommaso Reggio 20, 16123 Genova
    da lunedì a domenica ore 10.00 – 18.00, martedì chiuso                                info@museodiocesanogenova.it

    Biografia dell’artista
    Carla Iacono vive e lavora a Genova, utilizzando diversi media espressivi tra cui principalmente fotografia e installazione; espone dal 2004 in Italia e all’estero, spesso in coppia con il marito, Guido Geerts, che ha lavorato in Olanda nel campo della fotografia pubblicitaria.

    Il suo lavoro, incentrato sui temi del corpo e della metamorfosi, analizza principalmente il delicato periodo dell’adolescenza e i suoi “riti di passaggio”, visti come straordinario momento di crescita in cui si colloca lo sforzo per raggiungere la propria identità.

    Quella di Carla Iacono è una fotografia di segno “concettuale” che utilizza un misto di sogno, ironia, ambiguità e fantasia per “svelare” frammenti di memoria o d’inconscio che riaffiorano in forma visibile dalla profondità dell’invisibile.

    Le figure sono fotografate su uno sfondo scuro che a volte si fonde con gli abiti, e spesso la luce laterale fa emergere  la figura dal buio, rivelando i contorni del viso e i dettagli dei veli e rafforzando così esteticamente e simbolicamente il concetto di rivelazione.

     

    Secondo l’artista è prerogativa femminile affrontare con levità ma determinazione i problemi complessi e delicati; in “Re-velation” Carla Iacono non prende una posizione sull’uso del velo, ma scava nella storia per “rivelare” tutta una serie di valenze e significati con immagini sincere e raffinate, nel pieno rispetto delle differenze e delle somiglianze tra le culture.

    E` un personale e sentito contributo per sollecitare l’osservatore a riflettere e a porsi dalla parte degli “altri”; e se ciò basterà a far discutere con garbo e passione dell’argomento, l’obiettivo sarà raggiunto.


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