Collezione

    Il Museo è strutturato in cinque sezioni relative a zoologia, paleontologia, ornitologia, malacologia, mineralogia e petrografia sistemate in bacheche e vetrine espositive di fattura ottocentesca. All'ingresso è  esposta la sezione zoologica, rappresentata da circa 500 esemplari  di fauna locale italiana ed esotica tra cui spicca un leone. Tra la fauna di grossa taglia si trovano anche un orso bruno e un formichiere. Tra i rettili spicca un anaconda del Sud America, un boa e alcuni coccodrilli. Tra i pesci di vario tipo si possono ammirare un delfino del Mediterraneo.

    La sezione paleontologica è composta da circa 800 fossili che vanno dall'era archeozoica alla quaternaria, si può ammirare un pesce petrificato dall'era quaternaria. Nelle bacheche sono esposti molluschi, tra cui gasteropodi, bivalvi, cefalopodi (polpi, seppie e nautilus). Fanno parte da questa sezione: due uova di dinosauro (Saurolofo) provenienti dalla Mongolia e risalenti a 60 milioni di anni or sono, un'araucaria dell'Arizona di 150 milioni di anni, un molare superiore di Helephas meridionalis del Pliocene, rinvenuto nel piacentino, un altro molare superiore di Helephas indicus e una vertebra di balena (Phiseter), un ammonite del periodo giurassico, proveniente dalla Baviera, stromatoliti e trilobiti. Trovati nel fiume Lambro presso  Livraga (Lodi) sono la mandibola di elefante (Helephas primigenius) e un cranio, traccia  della presenza dell'uomo preistorico.

    La sezione ornitologica consta di circa 700 esemplari di uccelli impagliati, rari ed estinti, tra cui pappagalli multicolori, colibri e un uccello lira. Spiccono per grandi dimensioni un albatro e un'aquila di mare. Una vetrina raccoglie una trentina di nidi con nidiata di differenti dimensioni e conformazioni. Sul fondo della vetrina è visibile una collezione di uova tra cui alcune di struzzo e di pellicano.

    La sezione malacologia è formata da circa 1.000 conchiglie di varie forme, dimensioni e provenienza, con notevoli esemplari del Mare dei Caraibi e temibili Coni dotati di un apparato difensivo costituito da una punta molto velenosa.

    La sezione di mineralogia e petrografia è costituita da una raccolta di circa 2.000 esemplari di minerali multiformi e variegati tra cui: minerali di rame, argento, platino, oro e zolfo; rocce magmatiche eruttive, sedimentarie, argillose, organogene e metamorfiche. Interessanti sono una grossa drusa di quarzo con geminati, proveniente dal traforo del Sempione e rinvenuta a 2.000 metri dalla cima del monte Leone, varie ametiste e agate che hanno preso il colore del ferro (colore rosso) o del cobalto (colore blu), una trentina di minerali fluorescenti (autuniti, aragoniti, calciti) che emettono luce quando sono colpiti da raggi ultravioletti.

    Di notevole valore storico-scientifico sono le ricche raccolte di due Erbari conservati in Museo: l'Erbario lombardo-veneto, risalente alla prima metà dell'Ottocento che riunisce circa 5.000 esemplari di vegetazione delle due regioni e l'Erbario crittogamico italiano, relativo ai vegetali con organi riproduttivi, non palesi ma supposti, risalenti alla seconda metà dell'Ottocento, che raccoglie circa 1.500 erbe di tutta Italia. Al piano terreno  dell'edificio del Collegio , in grandi vetrine espositive è collocata la collezione degli strumenti scientifici (circa 980), databili dal XVII al XXI secolo.

    Lo stato di conservazione del patrimonio museale risulta essere sodisfacente, come anche la sua messa in sicurezza. I reperti sono tutti catalogati e dotati di schede illustrative finalizzate a migliorarne la comprensione.

     


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