Museo dei Cappuccini di Milano

    Progetto accoglienza. Ospiti d'onore

    Con il “Progetto accoglienza” il museo viene proposto come spazio aperto a tutti, nella consapevolezza che chiunque può gustare la bellezza, bene che, spesso, soprattutto se musealizzato, viene considerato esclusivo e di élite.

    La rivista "Arte Cristiana" n. 898 Gennaio- Febbraio 2017 Volume CV  dedica al progetto uno speciale curato dalla Direttrice del Museo Rosa Giorgi.

    All’origine del progetto c’è la natura stessa del Museo dei Cappuccini prossimo alla mensa di Opera san Francesco che offre ogni giorno più di 2600 pasti. La vicinanza a tale realtà ha permesso che saltuariamente tra i visitatori del museo  potessero esserci anche ospiti della mensa. A ciò va aggiunta la connotazione decisamente francescano - cappuccina che caratterizza l’attività del museo e orienta per “stile” la programmazione. Fin dalla sua fondazione, per il museo non è stato previsto un biglietto d’ingresso con la precisa volontà di offrire a ciascuno la possibilità di entrare esattamente come i Cappuccini offrono un pasto. Pure non essendo realtà nate insieme - la mensa vanta più di mezzo secolo essendo stata fondata da fra Cecilio Cortinovis nel 1959, mentre il museo ha appena raggiunto i primi quindici anni di attività - sono entrambi segno e frutto dell’attitudine al servizio e alla carità dei frati cappuccini. .

    Il progetto, avviato nel 2013, ha come obiettivi:
    - riconoscere il museo come luogo inclusivo, di crescita e di apprendimento;
    - riconoscere l’opera d’arte come possibile strumento per il racconto di sé;
    - rendere i partecipanti protagonisti della rilettura delle opere scelte;
    - mettere in gioco i partecipanti coinvolgendoli in un processo narrativo di mediazione;
    - conoscere il Museo dei Cappuccini di Milano;
    - conoscere i messaggi e il valore storico delle opere in esso contenute.

    Per l’elaborazione del progetto il personale del museo, la direttrice e la responsabile dei servizi educativi, si è consultato con gli operatori e i volontari della mensa di Opera San Francesco per i Poveri. Contemporaneamente si è confrontato con i responsabili di altri luoghi di accoglienza e assistenza della Provincia di Lombardia dei frati Cappuccini.

    Dopo una prima fase di pre-progettazione con i referenti (responsabili/educatori) del centro per capire le caratteristiche e le problematiche del gruppo, gli operatori del Museo sono ospiti dei destinatari del progetto presso la loro sede. La modalità di lavoro segue il metodo autobiografico (con riferimento alla scuola che segue il prof. Duccio Demetrio della Libera Università di Autobiografia di Anghiari), basato sull’ascolto e il racconto di sé al fine di favorire l’incontro e la capacità di abbattimento dei pregiudizi. Accoglienza è in effetti la parola chiave.

    Nel secondo incontro i destinatari visitano il Museo dei Cappuccini. La visita è condotta a due voci: in primis degli "Ospiti d'Onore” e poi dell’operatore del museo che si fa portavoce del punto di vista della storia dell’arte.

    Così come strutturato il progetto ha permesso l’avvicinamento tra realtà diverse favorendo l’incontro e il dialogo a partire dall’opera d’arte, facendo del museo un luogo aperto a tutti in cui è possibile trovare un argomento in comune. La risposta positiva e la familiarità nata con le persone con cui si è condiviso il lavoro sono le premesse per ulteriori affinamenti e l'evemtuale esportazione in moltti altri centri di accooglienza e inclusione sociale.



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