Proposte di lettura 2015

                                                                

    ANDREA DALL'ASTA, La Croce e il Volto. Percorsi tra arte, cinema e teologia, Ancora, Milano 2015, 240 pp., € 30,00 (Collana Tra Arte e Teologia)

    “Il volume delinea un interessante quanto inedito percorso sul tema della Croce: partendo dall’esame di splendide immagini tratte dalla storia dell’arte occidentale, giunge all’analisi di alcuni celebri film, affrontandone il soggetto in maniera interdisciplinare, in una stretta unità tra arte, cinema, filosofia, antropologia e teologia, con particolare attenzione al filo conduttore di tutto il volume, la Bellezza. Il volume offre, così, una visione sintetica della tematica sulla Croce in una continuità tra passato e presente, andando alle origini delle trasformazioni alla base di alcune immagini, ancora oggi fondamento dell’immaginario individuale e collettivo. L’autore indaga le prime rappresentazioni della Croce (la Croce gloriosa, senza il Crocifisso) per giungere all’analisi di alcuni esiti contemporanei, tra arte (indagando artisti quali Jannis Kounellis, Mimmo Paladino, etc.) e cinema. Il percorso cinematografico sulla figura di Cristo e sulle figurae Christi è così tracciato nell’analisi di alcuni film di Pier Paolo Pasolini, di Fellini, di Gabriel Axel, dei fratelli Dardenne: nel cinema, Dio si rivela nel quotidiano, facendosi riconoscere nelle vicende degli uomini. Così, se nel Rinascimento italiano la Croce è considerata come epifania della Bellezza, come svelamento dello splendore di Dio, secondo le caratteristiche armoniche di euritmia, proporzione e simmetria, nel Novecento la bellezza sembra sempre più essere interpretata come apertura dell’uomo a incarnare la responsabilità etica della propria vita, come carità, come offerta della propria vita per il fratello, nel cui volto ciascuno è invitato a riconoscere l’epifania di Dio” [da una recensione a cura del Museo diocesano di Trento]

    Andrea DallʼAsta nasce nel 1960 a Fontevivo (PR): compiuti gli studi in Architettura a Firenze, entra nella Compagnia di Gesù nel 1988. Si laurea in Filosofia a Padova e in Teologia a Parigi, ove consegue il dottorato in Filosofia estetica. Dal 2002 dirige la Galleria San Fedele di Milano e dal 2008 la Raccolta Lercaro di Bologna. Eʼ autore di numerosi saggi, nei quali volge attenzione al rapporto tra arte, liturgia e architettura, allʼanalisi dellʼimmagine come strumento di formazione dei giovani, di dialogo tra arte e fede e di promozione della giustizia. Ha collaborato a importanti progetti come lʼadeguamento liturgico della Cattedrale di Reggio Emilia (2011), la realizzazione dellʼEvangeliario Ambrosiano (2011), il Padiglione del Vaticano per la Biennale di Venezia (2013) e l’allestimento della sezione Disegnare  il sacro alla Biennale di Architettura di Venezia (2014). Tra i suoi scritti Dio alla ricerca dellʼuomo. Dialogo tra arte e fede nel mondo contemporaneo (Il pozzo di Giacobbe, 2009), Nascere (Edizioni San Paolo, 2012), Dio storia dellʼuomo. Dalla Parola allʼImmagine (Edizione Messaggero, 2013).

    UFFICIO NAZIONALE per i BENI CULTURALI CEI (a cura di), Del Culto e della Cultura. Archivi Biblioteche e Musei Ecclesiastici in Italia, Gangemi Editore, Roma 2015, 608 pp., € 22,00

    “Archivi, biblioteche e musei ecclesiastici sono parte integrante, viva e propositiva dell'impegno della Chiesa che è in Italia. Costituiscono un punto di riferimento e di orientamento pastorale che chiede di essere sempre più conosciuto e considerato adeguatamente. Sono luoghi che conservano e diffondono la conoscenza (altrimenti destinata a rimanere patrimonio di pochi) e, quindi, a superare distanze, avvertite o reali che siano. Sono luoghi privilegiati d'incontro tra persone, talvolta tra culture e orientamenti religiosi diversi. Veri e propri presidi della cultura e della fede, sono certamente anche luogo di aggregazione sociale. Forte di queste convinzioni, sono particolarmente contento di introdurre con queste righe il volume Del Culto e della Cultura. Archivi biblioteche e musei ecclesiastici in Italia, curato dall'Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici. A un primo livello di lettura può presentarsi come una sorta di manuale, che restituisce informazioni utili alle ricerche di chi vuole scoprire presenze e contatti di archivi, biblioteche e musei ecclesiastici. In realtà, dietro a tale lavoro non si stenta a intuire un investimento significativo soprattutto in termini di relazioni: sono esse, infatti, ad aver permesso la raccolta di informazioni aggiornate su un numero cosí consistente di istituti culturali. Alla costruzione di una rete di contatti oggi contribuisce senza dubbio in maniera significativa la tecnologia digitale (anche in questo caso valorizzata con sapienza) ma nulla può sostituire la ricchezza dell'incontro personale, della disponibilità e della condivisione.  In altre parole, la presente pubblicazione è una testimonianza di relazioni ordinate e attente, segno ed espressione di un impegno ecclesiale che trova i suoi primi protagonisti proprio negli operatori per i beni culturali ecclesiastici. Il loro servizio, portato di volta in volta ai singoli istituti, è espressione di partecipazione a un cammino di Chiesa, che anche in questo modo si sviluppa e cresce. Il volume ne è segno eloquente; segno di una Chiesa capace di approfondire la coscienza di sè stessa e di porsi in confronto positivo, in dialogo con il mondo della cultura, riuscendo in questo modo, da una parte, ad assicurare un suo contributo competente e originale e, dall'altra, ad accogliere stimoli e suggestioni per continuare il proprio impegno con rinnovato entusiasmo. Di tale lavoro queste pagine rappresentano una singolare sintesi. La consapevolezza dell'impegno difficoltoso che spesso comporta non sia motivo per non proseguire in un servizio che è proporzionato alla capacità di imparare il linguaggio del mondo, quali custodi attenti e testimoni fedeli di un patrimonio che domanda di essere frequentato e trasmesso. Con tale auspicio affido il volume alla più ampia consultazione, non senza rinunciare a concludere con un sincero ringraziamento che intende farsi incoraggiamento a tutti i soggetti coinvolti” [dall’Introduzione di mons. Nunzio Galantino, Segretario Conferenza Episcopale Italiana]


    Federica Manoli, Manuale di gestione e cura delle collezioni museali, Mondadori Education. Milano 2015, pp. 290, € 21,00

    Indice: Prefazione, di Alessandra Galizzi Kroegel; Premessa; 1. La documentazione; 2. L'inventariazione; 3. La conservazione preventiva; 4. L'edificio; 5. Il monitoraggio delle opere; 6. La movimentazione delle opere; 7. I depositi; 8. La misurazione degli oggetti; 9. Le riprese fotografiche; 10. L'esposizione delle collezioni: l'allestimento; 11. Prestiti di opere per mostre organizzate da altre istituzioni; 12. L'organizzazione di esposizioni temporanee; 13. Piano di Sicurezza ed Emergenza Museale (PSEM), di Tiziana Maffei; 14. L'assicurazione; 15. Etica della professione e il codice etico dell'ICOM per i musei; Bibliografia; Ringraziamenti; Indice analitico.

    Le collezioni dei musei, di qualsiasi tipologia, sono costituite prima di tutto da oggetti materiali, alla cui conservazione, sicurezza, fruibilità e trasmissione al futuro è rivolta buona parte delle attività che si svolgono quotidianamente in un museo. Il lavoro museale richiede competenze multidisciplinari che spaziano dall’ambito scientifico ai temi legati alla conservazione, all’esposizione, all’esportazione, a questioni di natura assicurativa e legale, per arrivare agli aspetti più tecnici legati all’edificio contenitore delle collezioni. Il volume analizza tutti i settori delle attività museali raccogliendo in maniera sistematica buone pratiche, linee guida e procedure che la comunità nazionale e internazionale ha sviluppato negli ultimi decenni con l’obiettivo di promuovere un’uniformità di comportamenti: “Tralasciando ogni tipo di premessa storica e teorica sull’istituzione museale – scrive Alessandra Galizzi Kroegel nella sua Prefazione – l’autrice si tuffa in medias res affrontando i compiti più concreti e pressanti di qualsiasi museo, dalla documentazione completa delle collezioni alla loro manutenzione ed esposizione, spingendosi fino alla descrizione delle procedure necessarie per assicurare le opere.”

    Il manuale rappresenta un valido supporto didattico per gli studenti di Museologia e Museografia e per le Scuole di Specializzazione, mentre, per le parti riepilogative e le check list, potrà risultare utile anche a chi già esercita la professione museale, a chi collabora occasionalmente con lo staff dei musei, come architetti, illuminotecnici, fotografi, ecc. e, più in generale, a chi movimenta opere d’arte. [dalla quarta di copertina]


    Valeria Minucciani, Pensare il museo. Dai fondamenti teorici agli strumenti tecnici, Casa Editrice Torinese (CET), Torino 2012, pp. 199, € 37,05

    Indice: Nozioni introduttive; Alle radici del museo; Ottocento, il secolo dei musei; Novecento secolo della museografia; Contraddizioni e grandezza del Novecento; La comunicazione museale; Il Museo del XXI secolo; Il progetto dell’allestimento; Referenze bibliografiche.

    Il volume nasce come strumento didattico per una disciplina trasversale e complessa come la museografia (spesso a torto confusa con la museologia che ne è, al contrario, una filiazione). L’interlocutore privilegiato è il progettista, ma i fondamenti teorici della museografia interessano professionisti e cultori della più diversa estrazione. La falsariga di una “storia evoluzionistica” del museo, segnata dal continuo rimando fra contenitore e contenuto, è in realtà l’occasione per intercettare le più grandi trasformazioni del museo fino a oggi, con specifico riferimento al progetto contemporaneo: la distribuzione e il percorso; la luce e il colore; la comunicazione non verbale e gli strumenti dell’allestimento.

    Lungi dall’essere l’ennesima versione di un manuale, “Pensare il museo” intende offrire una panoramica a largo raggio per chiunque voglia affrontare il progetto del museo nella sua variegata e profonda complessità, in una continua dialettica fra tecnica e poesia. [dalla quarta di copertina]


    Rita Capurro
    Musei e oggetti religiosi Arte, sacro e cultura religiosa nel museo, Vita e Pensiero, Milano 2013, pp. 139, € 14,00

    Indice: Introduzione; Storia e stato degli studi; Orientare la ricerca. Tra musealità, museologia, museografia design e altro; Alcuni scenari possibili; I. Museo: collezioni, contesti e significati;Il museo contemporaneo. L’alterazione o la sceneggiatura del percepito; La narrazione museale. Il problema dell’autenticità e del rispetto dei livelli di significato; Progettare le possibili mediazioni interpretative; Progetto museografico e allestimento; Progetto di apparati didascalici tra tradizione e tecnologie; Progetto di servizi educativi; II. Collezioni e opere di interesse religioso; Oggetti d’interesse religioso. Nuova vita nel museo (?); Geografie dei beni culturali di interesse religioso; Livelli iconografici e iconologici; Dall’ interpretazione archeologica all’interpretazione religiosa; Le mostre per la valorizzazione dei beni culturali d’interesse religioso; III. La Chiesa cattolica e il problema dell’interpretazione; La Chiesa e la valorizzazione dei beni culturali di interesse religioso; Il patrimonio diffuso di interesse religioso; I musei ecclesiastici. Dimensione ecclesiologica e contesti di comunità; IV. Alcuni studi di caso; Problemi di musealizzazione di singoli beni religiosi, L’Arca del Battista, Museo del Tesoro del Duomo di San Lorenzo, Genova; La capsella di S. Nazaro, Museo Diocesano di Milano; Museologie a confronto nella valorizzazione di collezioni di interesse religioso; Regno Unito. Contesti; St Mungo Museum of Religious Life and Art a Glasgow; Victoria and Albert Museum, Medieval and Renaissance Londra; Germania. Contesti; Kunstgewerbemuseum a Berlino; Kolumba - Museo d’arte dell’arcivescovado di Colonia; Spagna. Contesti; Il MNAC a Barcellona; Il Museu Frederic Marès de Barcelona; Turchia. Contesti;. Topkapt Sarayt Muzesi a Istanbul; Aziz Paulus Kilisesi a Tarso;Conclusioni; Appendice iconografica; Bibliografia; Sitografia.

    Cosa avviene quando oggetti e collezioni di un museo hanno un originale significato religioso? Spesso il valore sacro o religioso viene messo da parte e gli oggetti assumono la funzione di paradigmi estetici, di testimonianza artistica, storica o altro; o tutto insieme. Questo libro analizza contesti museali di opere e collezioni di interesse religioso prodotte dalla comunità dei credenti cristiano cattolici in Europa occidentale e configura scenari per la loro valorizzazione. L’obiettivo è introdurre nel museo il tema del sacro e della religione, favorendo così la diffusione di una cultura della religione avulsa da intenti ideologici e aperta alla conoscenza. Nel percorso, che tocca realtà museali eterogenee, emergono: l’identità e l’entità di beni di interesse religioso, il loro significato come patrimoni culturali universali (di comunità locali e di comunità di fedeli), la loro realtà oggettuale di beni artistici, immersi in un sistema interpretativo attento alle complessità storiche, geografiche e politiche che determinano le scelte culturali. [dalla quarta di copertina]


    Valeria Pica
    , La mediazione del patrimonio Apprendimento ed esperienza nei servizi educativi dei musei nazionali italiani, Palombi, Roma 2013 p. 213, € 12,00

    Indice: Premessa. Passare il testimone, Maria Antonella Fusco; Introduzione; I Il contesto storico-critico di riferimento; I.1 Il patrimonio culturale tra educazione e contemplazione; Musei ed educazione; Da sezioni didattiche a servizi educativi; L’esperienza estetica del museo; L’esperienza educativa al museo; Le voci del museo; Comunicazione e accessibilità; I.2 La costruzione del significato: cosa dicono le opere e come si traduce il loro messaggio; La costruzione del significato; La natura, l’uomo e le cose; L’esperienza della conoscenza; Insegnare ad apprendere; Ludico e ludiforme; Apprendere è ricordare; II Pratiche della Didattica museale; II.3 Buone pratiche e criticità dell’educazione al patrimonio culturale; La metodologia della ricerca; Le domande e gli obiettivi della ricerca; Le ipotesi della ricerca; l partecipanti alla ricerca; Tempi e fasi della ricerca; Gli strumenti di rilevazione; Il questionario per i responsabili dei servizi educativi; Le interviste per i responsabili dei sevizi educativi; II.4 l risultati della ricerca; Il questionario; Le metodologie adottate per i differenti tipi di pubblico; l materiali e gli strumenti didattici; l criteri di valutazione dell’offerta educativa; l servizi educativi e i concessionari dei servizi di assistenza e accoglienza didattica; Le figure professionali dei servizi educativi; Considerazioni e approfondimenti; Le interviste strutturate; III Considerazioni conclusive; III.5 Verso un modello di pedagogia per il patrimonio culturale; Imparare al e nel museo; Parole per le immagini; La comunicazione multi mediale; Sviluppare il potenziale educativo del museo; L’importanza della valutazione; Qualche conclusione e una proposta; Appendice. Le analisi statistiche; Analisi preliminari; L’alpha di Cronbach; l coefficienti di correlazione; Un approfondimento delle correlazioni fra indici; L’analisi fattoriale esplorativa; Bibliografia

    Le opere esposte nei musei possono raccontare innumerevoli storie e renderle fruibili ai pubblici sempre crescenti e sempre diversi non è un’operazione ovvia o semplice. L’attenzione ai temi della mediazione del patrimonio culturale, infatti, sta assumendo un crescente interesse nel dibattito internazionale e da anni si sperimentano nuove soluzioni comunicative e si applicano metodi di apprendimento informale che favoriscano la partecipazione e la fidelizzazione dei visitatori. Che cosa significa, però, vivere un’esperienza museale? Come si costruisce il significato delle opere? Come ci si avvicina al pubblico? Come si valuta l’esperienza fatta e come si possono sviluppare processi di cittadinanza attiva al museo? Sono domande cui non si può fornire una risposta univoca perché ogni museo si è formato con una sua specifica storia, con delle collezioni uniche e nel corso del tempo ha maturato un’identità ben definita. Ciò che si può cercare di fare è fornire una serie di indicazioni su come il museo possa dotarsi di strumenti educativi validi per differenti tipologie di pubblico e collezioni in modo da innescare una comunicazione che non sia più unidirezionale e cattedratica, ma che stimoli la conoscenza e il dialogo. Tutto ciò nella convinzione che il museo, come depositario dell’identità culturale possa aprire a nuove esperienze emotive e cognitive volte alla creazione di una coscienza civica e storica fondamentale per comprendere il passato, essere parte attiva del proprio presente e affrontare consapevolmente il futuro [dalla quarta di copertina]


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