Storia

     

    Il Museo del Duomo venne inaugurato nel 1953, ma l'idea della sua realizzazione era emersa già nel penultimo decennio dell'Ottocento, dall'esigenza di non disperdere e di valorizzare tutto il materiale non in opera sul Duomo, ma legato alla sua storia e alla sua costruzione, idea che aveva avuto anche una prima parziale attuazione nel 1910 nelle sale al primo piano del Palazzo della Fabbrica del Duomo. Con la concessione da parte del Demanio di Stato di nove sale situate al piano terreno di Palazzo Reale si ebbe finalmente la sede idonea per ospitare ed esporre le  opere da salvaguardare, la cui quantità si era elevata dopo i danni inferti dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale; l'allestimento e l'ordinamento furono curati dallo storico dell'arte Ugo Nebbia e dall'architetto Adolfo Zacchi.

    Il degrado di molte opere d'arte causato dall'inquinamento atmosferico, la disponibilità di altro materiale da magazzini della Fabbrica o dalle Sacrestie del Duomo ha posto la necessità di un maggior spazio espositivo: negli anni dal 1974 al 1977 il Museo venne ampliato con l'aggiunta di altre dieci sale, completamente riallestito e riordinato dall'arch. Ernesto Brivio secondo un progetto rigorosamente storico e cronologico, attento ai più aggiornati criteri didattici  e corredato da supporti didascalici ed esplicativi. Dal 2005 al 2013 il Museo ha subito un radicale intervento di ristrutturazione e riallestimento.

     


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